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Unicef e Viração: il progetto ''Plataforma dos centros urbanos''

Avvincente... Si tratta di un'iniziativa nazionale, coordinata dall'Unicef e a cui partecipa anche Viração, che si inserisce e opera in diversi settori sociali, con lo scopo e l'obiettivo di garatire e difendere i diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono nelle comunità popolari delle grandi metropoli brasiliane.

Per ''comunità popolari'' si intendono le tristemente famose favelas, periferie dall'andamento irregolare caratterizzate da abitazioni, palafitte e baracche addossate le une alle altre come se fossero parte di un grande alveare di api. Sovraffollamento, precarietà delle infrastrutture, carenza e inefficienza dei servizi pubblici, violenza sono le parole-stigmate delle favelas. Ma non c'è soltanto questo: le favelas sono anche ricchezza di un profondo tessuto culturale, sono energia e vitalità, il tutto tenuto insieme da un'incredibile quanto incrollabile rete di solidarietà. Questo nelle favelas è proprio ciò che crea le possibilità concrete di generare cambiamenti (trasformazioni, ou melhor), ogni volta che se ne sviluppino le potenzialità.

Con le Plataforma dos centros urbanos si intende ridurre le disparità sociali che caratterizzano i diversi territori e influenzano la popolazione, in particolare i bambini. Da quest'ottica, le comunità svolgono un ruolo indispensabile nella soluzione del problema. In forma congiunta con Governo, organizzazioni non governative, aziende e opinion makers, si mettono in atto iniziative che assicurino ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie l'accesso ai programmi, ai progetti e ai servizi educativi, alle strutture sanitarie, all'informazione,  alla formazione professionale, allo sport e al tempo libero, alla cultura, alla partecipazione e alla difesa.

Ad oggi, ben l'80% della popolazione brasiliana vive nelle aree urbane. E sono proprio le grandi metropoli a fornirci uno scenario di profonda iniquità: se da una parte c'è chi ha la possibilità di accedere a strutture e servizi di alta qualità, dall'altra c'è chi subisce la scarsità d'igiene, l'assenza di strade asfaltate e di illuminazione pubblica, la bassissima qualità di servizi essenziali come la sicurezza, l'educazione e la salute. Una realtà che incide fortemente sulle fasce più giovani della popolazione che abitano nelle comunità popolari e che sono costrette a vivere costanemente la violazione dei propri diritti fondamentali.

La Piattaforma dei centri urbani è un'iniziativa con cicli di quattro anni (il primo ciclo si è ormai concluso) e si articola su quattro dimensioni: una comunitaria (i cosiddetti Gruppi Articolatori Locali sono responsabili del monitoraggio delle varie realtà urbane, dell'individuazione delle priorità, del pianificamento e implementazione di azioni coordinate rivolte al miglioramento della vita di bambini e adolescenti), una municipale (i Prefetti si impegnano nel raggiungimento degli obiettivi di tutti progetti e una commissione Municipale intersettoriale monitora gli obiettivi, elabora con la Prefettura le soluzioni possibili e sostiene i Gruppi Articolatori Locali nel miglioramento dei progetti comunitari), una statale (i governi contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi della Piattaforma di cui sono responsabili, dando la priorità ai bambini e adolescenti nella definizione delle loro politiche e dei loro programmi), nazionale (i governi, la società civile e le imprese si impegnano in politiche e programmi capaci di generare cambiamento).

Alcune foto dell'incontro tra Unicef e Viração di ieri a cui ho avuto modo di partecipare; ancora preparativi dell'appuntamento/unione che avverrà il 13 marzo prossimo tra i ragazzi di Agencia Jovem, Quarto Mundo e Plataforma dos centros urbanos... 

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